I FORMAGGI DI ROSANO

 

 

formaggi rosano

I formaggi di Rosano. “I bottegai di Rosano sono malati di formaggi”! Ebbene si, li compriamo soprattutto perché fanno una gran gola a noi, e visto che di cene in famiglia o con amici se ne fa tante, è bene avere sempre una scorta.

Scherzi a parte, ecco i formaggi di Rosano.

L’ inverno è un momento magico per intasarsi le arterie con piacere, la stagione dei bikini è ancora lontana e le temperature fredde invitano a consumare grassi saturi di tutti i tipi.

Le ultima novità nel nostro banco provengono da Trevi dove una fattoria umbra alleva bestiame e produce in filiera corta splendidi formaggi vaccini. Tra le varie proposte noi abbiamo scelto lo stagionato a pasta occhiata e il bacio fresco in sostituzione della ricotta di pastore, il primo è un signor cacio saporito e di bella struttura, il secondo un ruffianone cremoso da veri pancioni. Il taleggio di Capra invece invade il nostro banco col suo profumo, neanche fosse una bella signorina.

Inoltre per i malati dei formaggi erboranti, questa settimana facciamo filotto con la Toma erborinata piemontese, gorgonzola cremoso e gorgonzola stagionato di malga. Per gli stagionati invece, oltre ai nostri locali del mugello e del valdarno, ritorna in prima fila il Fossa affinato di pecora e la scoperta 2016 del Sardo a pasta dolce.

Conosciamo già i pecorini di casa perchè sono ormai 5 anni che li rivendiamo nel nostro negozio, questi sono tra gli ultimi pastori della valle che da circa 10 anni hanno deciso di strutturarsi per non vedersi costretti a chiudere l’attività o a vivacchiare in un sottobosco di semi-brigantaggio come fanno vari loro colleghi.

“Il latte in polvere non è nocivo per la salute, ma il suo utilizzo per produrre formaggi ha un unico risultato: aumentare i profitti dei giganti dell’industria casearia, omologando un prodotto che dovrebbe nascere dalla biodiversità dei latti, degli animali, dei territori. Se l’Italia ammettesse la produzione di formaggi anche con latte in polvere non farebbe altro che aumentare la confusione dei consumatori, penalizzando ulteriormente i produttori virtuosi. La legge italiana proibisce l’uso di latte in polvere per fare formaggio. È una buona legge, che ha contributo non poco a salvaguardare l’immenso patrimonio caseario di tutto il paese.”

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